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Anno III - n.9 - ottobre 2006

PRIMO PIANO

Documento programmatico Auser “ Per l’immigrato, nostro concittadino”

Presentato nell’incontro del 7 ottobre – Salone di rappresentanza Stazione Marittima del Porto di Napoli

1. Introduzione
Lo sviluppo del progetto Auser La città che apprende, iniziato con l’incontro di Roma del 2004, si conferma un impegno importante per comprendere ed essere partecipi dei processi sociali e civili che stanno determinando la vita della nostra società da più punti di vista.
In primo luogo, per:

  1. promuovere occasioni di conoscenza e di confronto, per rimuovere diffidenze e comprendere i fenomeni delle migrazioni nella loro attualità e complessità;
  2. porre in valore i ricordi e la memoria di coloro che hanno vissuto direttamente, o attraverso le esperienze di familiari ed amici, la dura esperienza dell’emigrazione. Questo patrimonio è prezioso per favorire nei cittadini italiani e, in particolare, negli anziani un approccio al tema dell’immigrazione e alle relazioni con gli immigrati fondato sui valori della dignità della persona e della solidarietà;
  3. essere attivi nelle città, piccole e grandi, per creare luoghi e occasioni d’incontro fra culture diverse, per intrecciare relazioni con i nuovi lavoratori e le nuove lavoratrici giunti nel nostro Paese, per salvaguardare il patrimonio di memorie legate all’esperienza dell’emigrazione italiana.

2. L’immigrazione come risorsa, la sfera dei diritti e dei doveri
Si è consapevoli che l’argomento al quale è stata dedicata la terza edizione della Festa, è centrale per l’umanità intera, per la storia dell’Europa e per il nostro Paese, per il tempo presente e per quello futuro. E’ naturale sottolineare la complessità del fenomeno e la necessità di un impegno costante per conoscerne i caratteri e l’evoluzione, in rapporto con il mondo della ricerca, della cultura e delle istituzioni.
E’ necessario avere una visione generale. Le migrazioni hanno investito da sempre l’umanità, hanno segnato fasi cruciali della storia e nella nostra epoca presentano, com’è noto, caratteri del tutto particolari.
Il fenomeno delle migrazioni , tra origine, transito e destinazione dei flussi migratori, interessa tutti i Paesi del mondo per una stima totale di circa 190 milioni di persone considerate migranti nel 2005; questo dato corrisponde al 2,9% circa della popolazione mondiale ed evidenzia un tendenziale aumento rispetto alla stima di 175 milioni fatta nel 2000 ( dal Rapporto sui Diritti Globali 2006, Ed. EDIESSE).
Le donne sono sempre più coinvolte da questi fenomeni e costituiscono ormai circa la metà della popolazione mondiale di migranti. Questo fenomeno  negli ultimi anni ha riguardato soprattutto le macro-regioni africane, del Sud e del Sud-Est asiatico, dove le donne stanno assumendo ruoli sempre più importanti nell’economia familiare e come agenti dello sviluppo locale. E’ da sottolineare d’altra parte il risvolto negativo della tratta degli esseri umani: le donne sono le principali vittime e costituiscono il 70%, tra i circa 25 milioni di profughi e sfollati interni, a causa di conflitti, violenze e carestie ( fonte: Rapporto cit.).
In Italia il fenomeno assume il carattere di un processo imponente e vorticoso. Siamo passati dai 280 mila immigrati regolari del 1980 ad oltre 3 miloni nel 2005, com’è possibile rilevare dal Dossier statistico 2006 redatto periodicamente dalla Caritas (in corso di pubblicazione). Il ritmo d’aumento annuale di stranieri è pari a circa 325 mila unità, il che porta ad ipotizzare il raddoppio della popolazione immigrata nei prossimi dieci anni.
Per altro verso, si rileva che il 5% della popolazione italiana è costituito da cittadini stranieri, ma in alcune città come Roma e Milano sfiora il 10 %. Un milione è costituito dalle badanti, provenienti soprattutto dall’Est europeo e dall’America Latina ed impegnate ad assistere circa 2 milioni d’anziani, molti dei quali non autosufficienti.
Oggi dunque il cambiamento del nostro quadro demografico, la necessità del confronto fra culture diverse, la sfida dell’integrazione, rappresenta una realtà con la quale occorre fare i conti.
Negli ultimi mesi grande impressione hanno suscitato nell’opinione pubblica i molti episodi legati all’immigrazione, ad iniziare dall’arrivo drammatico d’immigrati dalle coste dell’Africa, alle notizie sullo sfruttamento disumano di lavoratori clandestini. Per altro verso, i media hanno ripreso con enfasi episodi di violenza di nuovi arrivati nei confronti di cittadini italiani.
Questo determina naturalmente un impatto molto negativo nelle diverse sfere della società ad iniziare dalle persone anziane, per loro natura fragili, che si sentono più a rischio nelle nuove situazioni. D’altra parte,  è una costante della storia che, nei momenti di maggiore cambiamento, diviene più forte la paura del diverso.
Si deve d’altra parte constatare, al di là dei clamori della stampa riguardo alle emergenze, il difficile inserimento nella società italiana degli immigrati che risiedono da più anni nel nostro Paese, con un lavoro ed una posizione regolare.
L’incontro di Napoli ha avuto il merito di evidenziare questi aspetti e di proporre percorsi legati al dialogo, alla socialità, alla conoscenza e alla cultura.
L’elemento poi posto in grand’evidenza dalla Festa La città che apprende, è che l’immigrazione rappresenta una risorsa per il nostro Paese, per tutti i suoi cittadini, consentendo in una situazione di forte decremento demografico, il funzionamento di parti essenziali del nostro sistema economico e sociale.
Questa affermazione ha particolare valore per quanto riguarda la popolazione anziana.
Sono presenti – come si è detto – un milione di badanti che svolgono assistenza ad anziani non autosufficienti e garantiscono la loro permanenza presso le loro abitazioni.
La stella polare per ogni azione nei riguardi degli immigrati è il riconoscimento della dignità della persona, dei diritti di cittadinanza, dei diritti di lavoratori. La rivendicazione e l’esercizio di tali diritti si deve congiungere alla consapevolezza delle responsabilità che ogni persona ha nei confronti della comunità in cui è inserita. Diritti e responsabilità richiedono un impegno costante di mediazione culturale, di facilitazione dell’inserimento a cui Auser intende contribuire.
Il tema dell’immigrazione riguarda l’intera Europa e s’intreccia con le tappe del processo d’allargamento dell’Unione Europea. La Commissione Europea ha più volte affermato che l’aumento dei flussi migratori, a fronte dell’invecchiamento demografico e della diminuzione della popolazione in età lavorativa, risponde alle esigenze della U E. Allo stesso tempo si sostiene l’idea di una società europea multiculturale che accoglie e che facilita la convivenza e la mobilità, nell’ambito della quale gli immigrati non possono essere considerati solo forza lavoro, ma cittadini, nel rispetto dei diritti umani e nel riconoscimento delle diversità culturali. Questi indirizzi rimangono ancora, per più versi, sul piano dei principi e richiedono invece atti concreti delle istituzioni nazionali e comunitarie e la partecipazione attiva della società civile dei Paesi UE.
A questo riguardo, annunciamo l’intenzione di dedicare il prossimo appuntamento de La città che apprende al tema della costruzione dell’Europa del futuro e allo sviluppo di una rete di relazioni fra le associazioni di volontariato e di promozione sociale, tenendo presenti gli interessi e gli impegni dei cittadini anziani.  
Salutiamo, inoltre, con soddisfazione la proposta del governo Prodi sul diritto di cittadinanza degli immigrati, basata, partendo dalle esperienze d’altri Paesi europei, sul riconoscimento del ius soli (diritto di residenza) e sulla conoscenza d’elementi essenziali della cultura e della Costituzione italiana, e dei doveri connessi alla cittadinanza, primo fra tutti il rispetto della legalità.
Importante appare il ruolo delle Regioni per la programmazione dei servizi sociali, di formazione, educativi, sanitari e sociali. Appaiono di particolare valore l’adozione di leggi regionali (si veda Emilia Romagna) rivolte a favorire il percorso d’inserimento degli immigrati e delle loro famiglie nelle comunità locali.
Si rileva allo stesso tempo che una parte notevole dei Comuni sta sviluppando esperienze efficaci – anche in collaborazione con le associazioni del volontariato - nella gestione dei servizi locali per le persone immigrate, con un forte impegno nel rimuovere ostacoli legati alla lingua e alla cultura diversa. E’ poi facile constatare lo svilupparsi di progetti educativi e culturali per creare, con la partecipazione del mondo delle associazioni, occasioni di conoscenza e di dialogo fra culture diverse, partendo spesso dalle manifestazioni della vita quotidiana.
La manifestazione di Napoli è una occasione importante per approfondire l’impegno delle organizzazioni sindacali e della Cgil, in particolare. Si esprime grande apprezzamento per quest’impegno portato avanti da molti anni, nei riguardi delle istituzioni e delle imprese. Il documento della Conferenza della Cgil sull’immigrazione (2005) presenta indirizzi e rivendicazioni di grande rilievo, che portano il mondo dei lavoratori a fare proprie le ragioni del lavoratore immigrato e della sua famiglia. Il documento che indica, fra l’altro, la necessità della chiusura dei Cpt, si conclude con il riconoscimento della centralità della questione del lavoro immigrato per affermare “una società più giusta, solidale, aperta”.
Auser annunzia, riprendendo lo spirito più profondo dell’incontro di Napoli, l’adesione alla manifestazione di Foggia del prossimo 21 ottobre promossa da Cgil, Cisl e Uil, contro il lavoro nero, a sostegno della piattaforma unitaria per l’emersione  di questo lavoro e contro lo scandaloso sfruttamento degli immigrati, a partire dalle regioni del Sud. Invita le proprie strutture a organizzare, con proprie delegazioni, una larga partecipazione alla manifestazione.
Si sottolinea l’importanza delle attività del Terzo Settore per l’accoglienza e l’affermazione della dignità e dei diritti degli immigrati, in un costante dialogo con le persone e le associazioni di cui fanno parte.  Le associazioni del Terzo Settore possono essere in grado, nella vita complessa della nostra società, di fornire risposte puntuali, non frammentate, riguardo ai bisogni della persona: è auspicabile che si sviluppino azioni integrate fra le associazioni con il coinvolgimento delle istituzioni.

3. Gli impegni dell’Auser
L’impegno dell’Auser è da cogliere in questo quadro. L’azione che promuove per il riconoscimento della dignità e dei diritti delle persone immigrate, non ha un carattere episodico, ma riveste un valore strategico, che riguarda i settori nei quali l’associazione è impegnata, con particolare riguardo alla valorizzazione del ruolo degli anziani nella società: il filo d’argento, le università popolari, il turismo solidale, la solidarietà internazionale.
Il terzo appuntamento de La città che apprendeL’immigrazione come risorsa. La memoria dell’immigrazione” ha avuto il merito, in particolare:

  1. di offrire il quadro del “filo delle esperienze” che Auser sta tessendo in tutte le regioni. Da questo quadro emerge la ricchezza dell’impegno dell’associazione, la dedizione di molti volontari, l’affermazione di “buone pratiche” che vedono il concorso integrato di più settori (come assistenza, educazione degli adulti, cultura) e la partecipazione d’associazioni d’immigrati. Sarà importante costruire una rete operante di queste esperienze e darne un’adeguata informazione. Obiettivi da perseguire su questo versante sono quelli di: a) promuovere una maggiore, significativa partecipazione degli immigrati (sia lavoratori che familiari, ad iniziare dalle persone anziane) alla vita dell’associazione; b) prevedere interventi per l’aggiornamento e la formazione dei volontari; c) sviluppare maggiori forme d’integrazione nel territorio con le istituzioni e le altre associazioni;

            -       di dare avvio al progetto nazionale “Gli anziani per conoscere l’immigrazione e superare ogni paura”, sostenuto dal Ministero per la Solidarietà Sociale, a carattere sperimentale. Il progetto fa riferimento a cinque sedi Auser, in regioni diverse, e potrà fornire dati approfonditi di conoscenza e indirizzi di lavoro per superare diffidenze, visioni stereotipate e aprire rapporti di conoscenza e di dialogo con persone di altre culture;

  1. di presentare il contesto e i temi sui quali stanno lavorando le università Auser per quanto riguarda la conoscenza della lingua e della cultura italiana da parte di persone immigrate, i diritti e i doveri fissati dal nostro sistema costituzionale. E’ confermata dall’incontro di Napoli l’importanza dell’impegno Auser nel campo EDA, da considerare anche come fattore d’inclusione sociale e di prevenzione delle marginalità sociali dell’immigrazione.                                                                                             Le università Auser confermano il loro carattere di luoghi d’incontro e di dialogo fra le culture, un carattere ancora da rafforzare in collaborazione con gli altri settori d’impegno dell’Auser. Si tratta di un obiettivo importante anche in considerazione degli indirizzi previsti dalla recente proposta del governo Prodi (conoscenza del sistema culturale e costituzionale da parte di chi richiede la cittadinanza italiana) sul diritto di cittadinanza. Sarà importante che ogni università Auser: a) acquisti i caratteri di un laboratorio multiculturale, di una vera e propria università delle culture; b) promuova nel territorio di riferimento, iniziative di conoscenza reciproca, partendo dagli aspetti della vita quotidiana e dalle occasioni di festa; c) divenga un soggetto attivo, insieme alle altre strutture Auser, perché sia possibile per i “nuovi cittadini” disporre di strumenti per mantenere i legami con la cultura d’origine, a partire dalla disponibilità di libri in diverse lingue presso le biblioteche pubbliche locali;

                  -            di richiamare con forza l’attenzione sul grande valore rappresentato dal patrimonio di memorie e documenti legati alla storia dell’emigrazione italiana in tutto il mondo, segnata dal sacrificio di milioni di lavoratori e delle loro famiglie. Questa storia è un elemento fondante della cultura italiana da salvaguardare come una ricchezza di conoscenza e di valori nell’interesse della nostra società, a partire dalle giovani generazioni. E’ importante il lavoro svolto da Auser, nelle sue diverse espressioni, nel corso degli anni, di raccolta e di diffusione di queste memorie. Allo stesso tempo è da auspicare un impegno diffuso delle istituzioni in tutte le regioni, in un costante rapporto con i protagonisti di quelle vicende. A questo riguardo è da sottolineare con grande favore il progetto in corso di realizzazione, da parte della Regione Campania, di concerto con l’Autorità Portuale di Napoli, del Museo della storia dell’emigrazione.          
          
           Auser s’impegna, dunque, a diffondere il presente documento e a perseguire gli obiettivi indicati. Da Napoli, città generosa legata per la sua storia alla cultura dell’accoglienza, aperta al rapporto costante con i popoli del Mediterraneo e del mondo, lancia un messaggio che, in questa difficile, complessa, “era planetaria”, è rivolto all’affermazione delle ragioni della comprensione fra i cittadini di ogni Paese e della pace. 


 
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