Dall'Agenzia Stampa Auser
Passa dagli anziani la sfida all’integrazione e l’accoglienza degli immigrati
Il Ministro Rosy Bindi ha inaugurato a Napoli i lavori della terza Festa della Cittą che apprende Auser

Il Ministro Rosy Bindi
Rosy Bindi Ministro della Famiglia aprendo i lavori della terza edizione della “Città che apprende” ha affermato che “Gli anziani possono fare molto per sviluppare una vera cultura dell’integrazione e della reciproca conoscenza dell’altro. Lo si può fare attraverso tante iniziative di volontariato. Sperimentare personalmente che gli stranieri sono una ricchezza,che sono una fonte di integrazione porta ad una sintesi più ricca della nostra vita.
E’ la miglior opportunità per chi come molti anziani rimangono fortemente impressionati dalle notizie che passa la televisione . Gli anziani saranno protagonisti veri in una delle sfide più importanti della società del domani, sfida che comincia oggi. Non possiamo pensare che solo i giovani vengano allenati ed educati all’integrazione, una società che ha una struttura demografica prevalentemente fatta da anziani, per molti anni ancora l’integrazione passerà attraverso gli anziani. E sarà importante proseguire in questo nuovo filone d’impegno, per un’associazione di volontariato come l’Auser. La società del futuro che sarà la società dell’integrazione fra le razze e le culture, passa dagli anziani di oggi e di domani.”
Parte quindi dagli anziani la sfida dell’Auser all’integrazione degli immigrati.
“Gli italiani anziani sono al centro delle dinamiche indotte dall’immigrazione, per età e cultura medio bassa hanno più difficoltà a confrontarsi con gli stranieri – ha sottolineato Luigi De Vittorio vicepresidente nazionale Auser nella relazione introduttiva- Sono essi stessi soggetti deboli più esposti ai contraccolpi del fenomeno, alle ansie, alle paure, al senso di insicurezza. Ma sono anche quelli che hanno un rapporto più diretto con alcune categorie di immigrati.”
Quasi 1 milione di stranieri, soprattutto donne, lavorano nelle case degli italiano dove ci sono anziani, bambini, malati. Sono una risorsa, non delle macchine, ma persone.
“Vogliamo intercettare tutti quegli anziani – ha ricordato De Vittorio- che sono esposti più di ogni altro allo smarrimento e alla paura rispetto allo straniero, al diverso da noi. Sono queste fasce, deboli anche sul piano economico che vanno rafforzate dando loro strumenti culturali per capire, aiutandoli ad andare verso l’altro” Verranno coinvolte in questa sfida le oltre 150 università Auser per tutte le età che già oggi sono frequentate da più di 30.000 anziani ogni anno.
Il dialogo,l’accoglienza, l’integrazione richiedono dunque politiche pubbliche e impegno di cittadinanza attiva, in un’ottica di sinergie e integrazione.
Per questo l’Auser si impegna a promuovere opportunità di dialogo con gli immigrati, per capire tutti insieme ciò che sta avvenendo, per favorire una consapevolezza, per costruire comprensione e difendere insieme i diritti delle persone: il filo rosso che sta alla radice di ogni diversità. In questa opera gli anziani dispongono del patrimonio della memoria, il ricordo della passata emigrazione all’estero. Ancora oggi c’è una singolare coincidenza fra tra il numero degli immigrati regolari in Italia e quello dei cittadini italiani residenti all’estero: più di 3 milioni.La memoria ci aiuta a comprendere il fenomeno dell’immigrazione e ad affrontare il dialogo, ci aiuta a costruire ponti di comprensione e ad abbattere steccati” ha concluso il vicepresidente De Vittorio.


