Anno III - n.5 - febbraio 2006

Editoriale

Proposte per l'educazione degli adulti

E’ un momento particolare per l’educazione degli adulti nel nostro Paese in questa fase della vita nazionale di passaggio ad una nuova legislatura. La rivista LLL Focus on lifelong lifewide learning promossa da Edaforum (www.edaforum.it) dedica l’ultimo numero, n.4/2006, a raccogliere il punto di vista di istituzioni, associazioni, parti sociali, esperti.. Emerge un quadro ampio e animato di proposte quanto mai utile in una fase in cui si ritiene - affermano i responsabili della Rivista – “che sia giunto il momento di definire con il controllo di tutte le forze interessate, dopo il silenzio pressochè generale che ha seguito il noto Accordo Stato-Regioni-Enti locali del 2 marzo 2000, un itinerario per rilanciare con forza l’Eda, determinando con precisione le forze umane, strumentali ed economiche che sono necessarie”.

Fra i contributi, quello di Maria Guidotti sul “punto di vista dell’Auser”. “ L’interesse dell’Auser – sostiene la Presidente dell’Associazione -per l’educazione degli adulti rispecchia una visione positiva della persona, considerata nella sua individualità, in continuo sviluppo e partecipe della vita sociale. L’attenzione non è tanto alla ricerca di una mera erudizione, quanto all’apprendimento che produce un cambiamento interiore e interpersonale e, per lo più, un ulteriore desiderio di conoscenza. L’impegno dell’associazione è volto anche a preparare un terreno culturale fertile per dare valore alle attività di solidarietà che l’Auser promuove e svolge nelle piccole e grandi città.  La “cultura delle relazioni” è posta al centro di questo tipo d’impegno e rappresenta uno dei connotati del progetto La città che apprende, che l’associazione promuove da più anni”.
“E’ forte l’auspicio – così conclude l’intervento Maria Guidotti - che nel campo dell’Eda si riprenda il cammino. Una legge d’indirizzo nazionale può agevolare questa ripresa, che tenga conto anche della necessità di dare una risposta ai bisogni dei soggetti “deboli”. Appare questo un impegno non facile, che richiede attenzione per rendere visibili e diffondere “le buone pratiche”, per porre con gradualità obiettivi qualitativi e di verifica, per creare relazioni “virtuose” fra associazioni ed enti nell’ottica dei sistemi territoriali, collegamenti con le risorse culturali e educative (biblioteche, musei, teatri, luoghi d’incontro, ecc.) presenti nelle città, piccole e grandi”


 
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