Editoriale
Buona EdA a tutti
L'obiettivo della strategia di Lisbona: "Verso un'Europa della innovazione e della conoscenza"si presenta particolarmente arduo per un paese come il nostro.
In Italia,la quota di adulti che hanno completato il ciclo dell'educazione secondaria è venti punti al di sotto della media europea, è ben al di sotto del 50% della popolazione interessata e si confronta con punte di eccellenza che in altri paesi arrivano a superare l'85%.
A fronte di questo gap strutturale e dell'urgente necessità di intervento che esso segnala, la quota di adulti che partecipano ad attività educative si colloca al 4,2%, meno della metà della media europea (9.6%).
La nostra scelta associativa ci porta ad evidenziare, in questo disastro, l'obiettivo di un reale diritto all'apprendimento lungo tutto il corso della vita, come parte integrante di un nuovo sistema di Welfare, strumento di cittadinanza, autorealizzazione delle persone,condizione di integrazione sociale. Bisogna spezzare la contraddizione per cui la domanda di cultura da parte degli adulti e degli anziani in particolare è più forte tra le fasce sociali più abbienti e acculturate mentre tra quelle che hanno meno disponibilità di risorse e maggiori difficoltà culturali, la domanda non si esprime o meglio è compressa dalla necessità di soddisfare bisogni elementari, prima fra tutti quello di sopravvivere in una fase di crescente impoverimento.
Le nostre Università hanno pertanto una missione realmente "popolare", quella di coinvolgere prima di tutto anziani non abbienti, il nostro popolo di pensionati, in una proposta culturale che è fatta di crescita della consapevolezza e della responsabilità,puntando alla partecipazione diffusa, all'organizzazione di occasioni di autorealizzazione espressiva e di creatività.
Non un consumo di corsi prestigiosi e scintillanti, riservati solo a chi se li può permettere, ma una proposta di relazioni tra persone, legata all'integrazione e alla solidarietà. Non consumare, ma fare per se stessi e per - con- gli altri.
Le due edizioni della festa nazionale della "Città che apprende" hanno testimoniato questa nostra vocazione culturale, attraverso la presentazione di progetti, di programmi, di attività espressive diverse (musica, teatro, audiovisivi, ricerche, memorie). La tensione che le accomuna è quella di intrecciare cultura e consapevolezza, turismo e cultura, consapevolezza e solidarietà.
Dobbiamo andare avanti in questa direzione: per noi la proposta culturale per gli anziani non è un business-cosa peraltro legittima ma esercizio volontario della cittadinanza attiva.
La festa di Bologna in particolare ha evidenziato questa scelta, legando le nostre pratiche ai valori della resistenza e dell'attualità della Carta costituzionale. Il prossimo semestre non potrà che vederci impegnati su questi temi. Auser fa parte del comitato promotore del referendum per il no alla conferma della recente legge di revisione costituzionale e parteciperà attivamente da subito alla raccolta delle firme, poi alla campagna referendaria. E' un lavoro che dobbiamo sviluppare nella peculiarità della nostra identità valoriale e delle nostre pratiche operative.
La rete delle Università Auser è uno strumento prezioso per suscitare interesse, attenzione, impegno, per legare la voglia di esprimersi, raccontarsi, coltivare la memoria alle priorità politiche e sociali del momento.
Veramente i prossimi mesi saranno decisivi per il paese ma anche per il rilancio degli obiettivi di Lisbona che sono, prima di tutto, obiettivi d liberazione e contrasto dell'esclusione sociale. Solo se il vento cambierà, sarà possibile fare passi avanti per affermare il diritto all'educazione lungo tutto l'arco della vita come diritto di cittadinanza per tutti e perciò, prima di tutto, per quelli che oggi lo hanno meno garantito


