Anno II - n.8 - marzo 2005

IN PRIMO PIANO

Notizie dalla cittą che apprende

Questo breve intervento prende spunto dal titolo della "testata" che lo ospita: Auser Newsletter, notizie dalla città che apprende .

Ebbene ogni mese - da quasi due anni in questa sede, da ancora prima sul sito dell'associazione www.auser.it - possiamo leggere notizie di vario genere e diversamente attinenti con il mondo di Auser e dell'Educazione degli Adulti.

Quello che forse non sempre traspare da questo servizio che l'Auser offre ai propri iscritti e a tutti coloro che, come lei, hanno a cuore questi temi, è che ogni "notizia" prima di arrivare su queste pagine e sul pc di tutti i lettori ha una propria "storia", un percorso lungo il quale molte persone danno il proprio essenziale contributo perché possa concretizzarsi in un'informazione utile per un cittadino, in uno spunto interessante per chi gestisce un'associazione, in definitiva per stimolare una riflessione.

Questo percorso è fatto di persone che credono nella possibilità di migliorare anche se di poco la realtà a loro più vicina, di progetti (alcuni che riescono, altri no), di lavoro (le associazioni di volontariato sanno bene come le "donazioni" più preziose che ricevono sono quelle delle ore di tempo dei propri volontari), di persone che collaborano e che cercano di organizzarsi al meglio. E potremmo dire che "il cerchio si chiude" perché per tutte queste cose c'è bisogno non solo di abilità, ma più ancora di saper comunicare , scambiarsi idee, ascoltare pareri, mettere in circolo notizie e saperne fare buon uso.

Recentemente avete visto partire molte di queste "iniziative di informazione": la presente Newsletter , il sito Auser che sarà a breve on-line in una veste grafica completamente rinnovata, il cd-rom di documentazione EdA di cui leggevate su queste stesse pagine il mese scorso, la nuova rubrica sui luoghi della Memoria e sui musei della Liberazione nella ricorrenza del suo 60° anniversario di cui leggete a parte. Ecco, l'intenzione di chi scrive era suggerire una visione "nuova", per chi già non l'avesse sviluppata, di queste notizie non solo come tali ma anche come persone in movimento .

E forse non è un caso che alla fine, sebbene non di proposito, siamo comunque giunti a una definizione che rende bene l'idea della seconda parte del titolo: la città che apprende . L'uso della parola apprende evoca proprio una posizione attiva da parte del soggetto (a differenza d'altre parole come insegnare, educare, ecc.), un'idea di movimento che ben si sposa con quanto detto sinora.
Fabrizio Maddalena


 
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