Anno II - n.6 - dicembre 2004

Approfondimenti

Per aiutare la poesia del Popolo Palestinese

Per aiutare la poesia del popolo palestinese Quando l'uomo perde tutto, proprio tutto, persino l'esilio in cui annientarsi, gli rimane il canto .. Nessun esilio, nessuna patria. Ma c'è una cosa di cui non mi si può privare: la poesia .. (Mahmoud Darwish)

Scrittori e uomini di cultura palestinesi, a cominciare da Mahmoud Darwish, hanno costituito alcuni anni fa la Casa della Poesia di Ramallah con il compito di far conoscere la poesia palestinese sia in patria che negli altri paesi.
La Casa della Poesia ha già attivo un'importante produzione editoriale, con volumi di singoli autori, ma essa sta ancora lavorando da qualche tempo alla redazione di una vasta antologia dei poeti palestinesi nati a partire dagli anni '50.
Mancano però i mezzi economici sufficienti per realizzare quest'opera e l'associazione di Ramallah si rivolge alla cooperazione internazionale. Si prevede che l'edizione araba, di circa cinquecento pagine, con i testi di quaranta poeti, uscirà nel 2005 e sarà diffusa in Palestina e nelle altre nazioni arabe. Si può poi prevedere che, dopo la traduzione dei testi originali, l'antologia sia pubblicata in lingua italiana entro il 2006. Per conoscere nei particolari l'iniziativa che si sta sviluppando per sostenere questo progetto, è possibile rivolgersi al seguente indirizzo di Firenze: Associazione Nuova Buonarroti, tel. 055 26297266; e-mail labonb@virgilio.it . L'associazione è il referente di un gruppo di soggetti; all'iniziativa aderisce, fra gli altri, il Comune di Firenze.

Cavalli neri
Sul mio tavolo di Ramallah lettere incompiute e foto dei vecchi amici,
il manoscritto di un giovane poeta di Gaza, la clessidra .
e i primi versi che mi battono nella testa come ali
Sul mio tavolo di Ramallah si affollano polvere e fumo
e l'odore dell'assassinio dimenticato dalla sua morte.
Voglio imparare tutto a memoria come quella canzone di prima elementare
c
he porto intera dentro di me senza errori
col nostro balbettio, e la testa inclinate e la stonatura ..

I piccoli piedi che battono sul pavimento con fervore
e le mani aperte che battono sui banchi ..

 Sono tutti morti in guerra, i miei amici e i miei compagni di classe .
e sono rimasti i piccoli piedi e le mani eccitate.che battono sui pavimenti delle stanze,
sui tavoli e i marciapiedi, sulle schiene e le spalle dei passanti.
e ovunque io vado
li sento
e li vedo.

Poesia di Ghassan Zaqtan, trad. Lucy Ladikoff

Il poeta è nato nel 1954 presso Betlemme. Vive a Ramallah ed appartiene al gruppo di poeti che più hanno contribuito negli ultimi decenni al rinnovamento della lirica araba.


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Raccolta fondi per antologia di poesia palestinese


 
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