Anno II - n.5 - novembre 2004

Editoriale

L'area tematica ed il prossimo congresso AUSER

Con il C.D. Nazionale del 25 ottobre scorso, Auser ha avviato il confronto ed il percorso partecipativo per la definizione del documento base del Congresso Nazionale che si terrà nel maggio del 2005.

Nel metodo e nella forma vorremmo innovare il rituale tradizionale dei documenti congressuali. Il documento non cala dall'alto ma è costruito, partendo da alcuni appunti di riflessione, attraverso un dibattito che non si ferma agli organi di direzione nazionale ma mira a coinvolgere, fino al 16 dicembre, data prevista per il nuovo C.D. Nazionale, almeno le strutture territoriali.
Si tratterà inoltre di un documento snello e sperabilmente chiaro, articolato per specifici concetti o tesi.

Il Congresso dovrà risolvere la questione di fondo che si presenta ad Auser in questo momento. Messa a fuoco l'identità associativa e i suoi caratteri distintivi (Auser come associazione di persone che condividono un progetto di relazioni fatto, insieme , di buona socialità, consapevolezza, solidarietà responsabile); definito il nuovo assetto del sistema associativo con gli statuti approvati a Monopoli, si tratta di superare un limite di partecipazione e di impegno operativo sul nuovo progetto, che stenta a diffondersi oltre il livello regionale dell'organizzazione.

In questa direzione, auspichiamo un contributo significativo della rete delle nostre università e dell'area tematica EDA.
Persiste infatti un limite di separatezza tra le diverse linee di attività dell'associazione che mal si concilia con l'obiettivo di affermare concretamente la proposta culturale, starei per dire di vita, di Auser che punta ad integrare le sue varie attività nella convinzione che esse siano una nota distintiva dell'associazione, una ricchezza potenziale che per concretarsi ha però bisogno di interrelazioni e sinergie.

Per questo, verrà proposta al Congresso la prospettiva di nuovi circoli che siano assieme di socialità, di EDA e di solidarietà.

E' praticabile tale obiettivo? Quali difficoltà occorre superare? Se ne condivide l'ispirazione?
E' bene che le nostre Università si esercitino su queste problematiche e offrano gli stimoli di riflessioni e buone pratiche.

In questa direzione, come coordinamento nazionale dell'area EDA Auser, abbiamo già avviato un programma di lavoro.
Nel 2005 ricorre il sessantennale della Liberazione nazionale dal nazifascismo. Questa circostanza non ci può lasciare indifferenti, in un periodo in cui un revisionismo culturale d'accatto si esercita nello svilimento dei valori e del patrimonio di lotta che animò la Liberazione, mentre si è avviata una controriforma costituzionale ispirata ad una concezione quantomeno riduttiva ed autoritaria della democrazia, che compromette lo storico equilibrio dei poteri e rischia di pregiudicare le basi profonde e strutturali dell'unita nazionale, l'uguaglianza dei cittadini in termini di parità di diritti, al di là della loro residenza territoriale.

Non è naturalmente nostra intenzione pianificare dal centro i programmi accademici delle nostre Università (sarebbe sbagliato e comunque velleitario), ma vorremmo definire un progetto sul filo della memoria delle lotte e degli eventi legati alla Liberazione a cui possano efficacemente riferirsi programmi, manifestazioni, energie che nella realtà viva dei nostri circoli si stanno già mobilitando.

Il progetto è pensato in una stretta integrazione tra area tematica EDA e area Turismo Auser e prevede occasioni di riflessioni legate a visite ai luoghi significativi della Resistenza.

Anche questo è un modo per affermare nei fatti l'obiettivo di sinergia e integrazione che dobbiamo implementare.

Intorno al tema della Liberazione Nazionale si svilupperà inoltre la 2^ edizione della Festa Nazionale della Città che Apprende che terremo nell'autunno del prossimo anno, con tutta probabilità a Bologna.

Luigi De Vittorio



 
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