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LA GUERRA SENZ'ARMI
a cura di Maria Passalacqua
Alle manifestazioni ufficiali svoltosi in modo diffuso sul territorio campano per celebrare il 60° della Liberazione dal nazifascismo l' AUSER ha partecipato con presenze significative per impegno, motivazioni e creatività.
1. protagonismo della "memoria"
Elemento conduttore è stata la volontà di esserci non solo per rimarcare il ruolo di protagonismo della "memoria" di tanti suoi associati, ma anche per rinnovare e consolidare il senso comune di estraneità e di condanna verso ogni forma violenta e aggressiva di potere.
"La memoria è un diritto" è stato detto; un diritto che assume rilevanza di testimonianza e di partecipazione tanto più cogente nell'attuale clima di revisionismo immemore dei principi costituzionali; un diritto tanto più sentito nel Mezzogiorno che, a differenza che per le stragi tedesche nel centro-nord, che nel dopoguerra sono state oggetto di indagini giudiziarie e di commemorazioni ufficiali, ha vissuto un generale processo di rimozione della memoria dei tanti episodi criminali.
- a S.Giorgio a Cremano il 25 aprile - Convegno Pubblico dal titolo "Il percorso della Memoria " organizzato dall'Amministrazione Comunale della città. Nella Sala del Consiglio Comunale presenti il sindaco e l'amministrazione tutta, assieme alle autorità civili, religiose e militari della città e ai rappresenti dell'AMPI è stata presentata la testimonianza di Gabriella di Gasparro, che da 60 anni cerca di restituire visibilità alla strage in cui suo padre, assieme ad altri 15 contadini di Terra di Lavoro è stato trucidato dai nazisti a Conca della Campania (Ce).
".. L'ordine emanato il 18 settembre comandava di avanzare distruggendo il territorio e lasciando alle spalle " terra bruciata "senza alcun riguardo verso la popolazione. Napoli e la Campania vennero a trovarsi sulla linea di fuoco quando era più forte il desiderio della vendetta verso italiani "traditori" nel momento dello sbarco alleato e al centro di uno dei combattimenti più sanguinosi della campagna d'Italia ."
Sulla scorta di questa testimonianza , Maria Passalacqua - presidente della ULTEN AuserInsieme e responsabile del Coordinamento EDA Auser della Campania - ha accolto l'invito del Sindaco dr. F. Liccardi di collaborare a costruire una memoria orale sul territorio vesuviano relativa all'ultimo conflitto mondiale e ha presentato le tracce di lavoro del progetto regionale "La guerra senz'armi" che l 'AUSER Campania ha predisposto per il 60°della Liberazione.
"La raccolta di fonti orali risponde all''intento di dare voce a quella popolazione civile che è stata la grande vittima della guerra ma anche, per lungo tempo, la vittima inascoltata."
2. La "memoria" come progetto
Il rischio che a distanza di 60 anni la memoria possa perdere progressivamente il riferimento ai documenti per definirsi come monumento , favorendo l'oblio più che il ricordo, è forte!
Come fare per rendere giusto seppur tardivo riconoscimento ai tanti e variegati episodi di Resistenza e contemporaneamente rendere quel ricordo vivo, operante, in grado di trasmettere nello stesso tempo conoscenza storica e senso di appartenenza?
"La memoria, dice I. Calvino, conta veramente solo se si tiene insieme l'impronta del passato e il progetto del futuro ". E il futuro sono i giovani a cui principalmente va rivolto il messaggio della storia con tutta la sua carica valoriale .
Ricordare, dunque, non per commemorare , e quindi imbalsamare la memoria in un monumento, ma per ripensare ad un nuovo progetto di vita che investa i valori nati dalla esperienza in proposte concrete e regole condivise.
In questa ottica si sono svolte le manifestazioni di Avellino, Salerno Centro, Agropoli, che per le "Celebrazioni del 60°" si sono spostati direttamente nelle scuole.
- Così l'Auser Filo d'Argento di Avellino con il presidente Augusto della Sala che il 31 maggio u.s. nella S.M.S. "L. da Vinci " ha promosso un incontro tra i testimoni illustri della resistenza in Irpinia (F. Biondi, prof. A. Pescatore), l'amministrazione comunale (dr. P. Galasso, sindaco della città), l'istituzione scolastica (prof. A. Salvio preside della L. Da Vinci e altri dirigenti scolastici) e una foltissima rappresentanza di alunni, attenti, partecipi e motivati.
- L'Auser di Salerno Centro con la presidente Maddalena Giuliano ha allestito per un uditorio prevalentemente giovane (alunni dell'I.Professionale Femminile per i Servizi Sociali, docenti, genitori ) uno spettacolo misto di testimonianze (G.Buono, V.Amore e M.Giuliano) inni (coro "Voci d'argento" dell'Auser di Salerno) breve recital sull'ultimo processo a Ciano.
- L'AUSER di Agropoli con la presidente Elvira Lo Bascio ha diffuso nelle scuole un volantino/questionario che gli alunni hanno somministrato ai " nonni " per registrare assieme alle loro esperienze anche le sensazioni e le conoscenze dell'ultimo conflitto mondiale. Contemporaneamente ha celebrato il 60° in un convegno su Ruralità, Cultura e Turismo interno al 20° Concorso Ambiente e Territorio : un'idea per il Parco (3 - 14 maggio) e in occasione della presentazione del volume di D. Chieffallo "Il tramonto della cultura contadina".
3. La memoria come " emozione "
Se è vero che memoria non deve essere un'operazione di cristallizzazione dei fatti, è tanto più vero che essa ha il potere di avvicinare i confini spazio-temporali e con essi le operazioni di astrazione delle emozioni.
Trovare occasioni per "ricordare" e "raccontare" è come dischiudere magicamente la mente e il cuore: luoghi, episodi, parole, volti, situazioni, paure riportati a galla improvvisamente si animano di nuova vita si fanno vivi e attuali. È in queste situazioni che si può metabolizzare l'esperienza e ricostruire una consapevolezza.
"Saccheggi di viveri e di beni, di cibo e di animali, razzia di uomini, massacri indiscriminati.
Questi fatti hanno trovato riparo nei ricordi individuali dei tanti anonimi sopravvissuti; ma, attraversando decenni d'oblio, riemergono ora con forza inaspettata nella memoria individuale, emarginata ma tenacissima, dei familiari delle vittime.
È' successo a:
- BENEVENTO il 26 aprile - Incontro con i testimoni
L'Auser e l'USELTE assieme ad alcuni esponenti di associazioni socio culturali ( Minerva, Ancescao ) sulle vicende dell'ultimo conflitto bellico. Ne sono stati promotori la dott.ssa Anna Loia, presidente Auser - USELTE, Prof.ssa Maria Passalacqua coordinatrice EDA Auser Campania, il p rof. Ciro Raia, ricercatore IRRE Campania
- FRATTAMAGGIORE il 29 aprile in occasione di "Parlando con Loro " - Incontro con gli anziani del Centro Sociale Anziani di Via Luppoli promosso dall'Auser (Rossella Ianniciello, presidente ) e dall'EDA Auser Campania (M. Passalacqua) con la partecipazione del prof. Ciro Raia, e di C. Mennillo presidente dell'AUSER di Caivano.
- Napoli il 24 maggio alla ULTEN Auser Insieme - "Non li abbiamo dimenticati!" lungo il filo della memoria con i piccoli grandi eroi di una storia quotidiana di 60 anni fa. Incontro con il prof. C. Raia, ricercatore storico, M. Passalacqua, presidente ULTEN
- SCAFATI il 27 maggio - Centro anziani polivalente " Io c'ero " in attesa della giornata dedicata al ricordo* prevista per i primi di settembre, interviste ai soci Auser e agli anziani del centro. Nelle botteghe artigiane, lungo i viali della villa comunale, nei locali del centro tante facce, tante testimonianze, molta emozione!
*Giornata dedicata al ricordo:
Informazione, Dibattito, Testimonianze, DocumentazioniIl dott. Angelo Pesce, ricercatore e cultore di storia locale, produrrà un filmato originale della resistenza a Scafati, dell'entrata degli angloamericani in città al lento avanzare verso Napoli.
Alla manifestazione, che sotto il patrocinio del Comune di Scafati è stata promossa dall'Auser di Scafati e dallo Spi CGIL territoriale parteciperanno:
Carlo Brunetti, presidente dell'Auser di Scafati;
Francesco Smaldone, segretario SPI CGIL di Scafati
Francesco Bottino, sindaco
Maria Passalacqua, coordinamento EDA Auser della Campania
Assessore alla cultura
Assessore alle politiche sociali
Ciro Raia, ricercatore storico
La memoria come dimensione per riscoprire solidarietà
Da Terra bruciata : Introduzione , di Gabriella Gribaudi, )
"..Ci sono altri modi di pensare la patria e l'identità nazionale, in una visione più ampia che prenda in considerazione anche chi non combatte, per casualità o per scelta, e che consideri altri valori e altri ideali come cemento della comunità. Allora potrebbe emergere un concetto di resistenza o di ethos (per usare gli opposti riferimenti simbolici dei due filoni di studio) come capacità di "resistere" con le proprie strutture di solidarietà, con un set di valori capace di mostrarsi inalterato dopo anni di propaganda totalitaria. Da questo punto di vista si constaterebbe come una parte del Paese si sia mostrata, molto migliore delle sue classi dirigenti e abbia saputo dispiegare umanità, civiltà, solidarietà, a partire dalle strutture informali e tradizionali della società. Sono i valori quotidiani che emergono dai racconti antiretorici di moltissimi testimoni che ci riportano una dimensione di "resistenza ordinaria" alla violenza della guerra .
C'è un filo rosso che lega tutti vari momenti di lotta ai tedeschi: la partecipazione di gruppi di combattenti molto eterogenei (giovani, uomini, donne, contadini, borghesi, ecc.), che diede alla Resistenza meridionale quel carattere di "guerra di popolo" che la rende unica nel suo genere e che oggi può diventare occasione per riscoprire nuove occasioni di riflessione e di ricerca.
Il 60° della liberazione ha ancora altri appuntamenti in calendario che rimandano alla Città che apprende e alle altre iniziative programmate per tutto l'anno in corso.
Il nostro viaggio nella regione continua non tanto per reperire fonti inusuali di documentazione storica, quanto per offrire ai tanti associati e amici dell'AUSER elementi per ritrovare protagonismo, emozioni dimenticate, voglia di raccontare e di ascoltare, e insieme, la voglia e la voce per farlo.

