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Il benvenuto di Auser Milano e Auser Lombardia
Milano 25-26-27 giugno 2008
In occasione della quarta edizione della Festa della città che apprende, Auser Lombardia ed Auser Milano vogliono dare il loro più caloroso benvenuto a tutti i soci e volontari Auser, a tutti i cittadini, ai rappresentanti del sindacato, delle associazioni e delle istituzioni che parteciperanno a questo appuntamento, particolarmente importante per il nostro mondo associativo.
Il tema del dialogo interculturale, cui la festa è dedicata, richiama anzitutto quello dei migranti, e la Lombardia detiene un persistente primato nel panorama italiano: nella regione è presente più di un quarto degli stranieri residenti sul territorio nazionale, per un totale di circa 940.000 unità, di cui il 45% si concentra nella provincia di Milano.
Si tratta di persone in larghissima parte ormai indispensabili alla vita economica e sociale lombarda, presenti in maniera sempre più significativa nel paese, nel mondo del lavoro e nelle nostre famiglie. Un solo esempio: tra il dicembre del 2007 e il febbraio del 2008, dalla Lombardia sono state presentate al Ministero dell’Interno oltre 120.000 domande (in pratica da 3 famiglie lombarde su 100) per la regolarizzazione di assistenti familiari (le cosiddette badanti) extracomunitarie, a fronte della quota di legge prevista, di 18.000 posti, evidentemente del tutto inadeguati.
Ma la questione dell’immigrazione non può essere ridotta al solo governo dei flussi, perché, senza misure che favoriscano l’integrazione e contrastino la montante cultura della paura verso l’estraneo e il “diverso”, diffidenza e ostilità sono destinate a crescere. Se poi il migrante è “clandestino”, “irregolare”, diffidenza e paura possono sfociare nell’ostilità aperta. Questo riguarda tutto il paese, e in Lombardia la questione è aperta sulle comunità Rom-Sinti.
I recenti provvedimenti del governo sulla sicurezza, che fanno della clandestinità un reato, non tengono conto della realtà e contribuiscono a rinforzare nell’opinione pubblica opinioni e vissuti sbagliati (migrante = clandestino, clandestino = criminale) e pericolosi. Chi delinque, italiano o extracomunitario che sia, va perseguito, ma se la clandestinità diviene per legge un reato, allora diventano in qualche modo “giustificabili” i comportamenti intolleranti e persino razzisti (così come, specularmente, persone considerate comunque fuori-legge, possono, proprio per questo, essere spinte a comportamenti illegali.)
Per un’associazione come la nostra, che mette al centro della sua azione la relazione tra le persone, la via da percorrere non può che essere quella dell’integrazione, della valorizzazione della differenza attraverso la conoscenza ed il dialogo tra portatori di culture diverse.
Ciò che per noi è una scelta, diviene una necessità per tutto il complesso delle politiche sociali, in un contesto sempre più frammentato, nel quale aumentano disparità e difficoltà di relazioni significative. E’ per queste ragioni che in Lombardia, a partire dalle caratteristiche della regione e dei suoi territori, i temi della coesione e dell’inclusione sociale sono divenuti prioritari, è per questa ragione che l’azione sussidiaria e integrativa di Auser diviene sempre più significativa, non soltanto per aiutare le persone anziane fragili, ma ai fini della messa in relazione e del dialogo tra le persone che interpretano culture diverse, di comunità, di generazione, di genere.
