APPROFONDIMENTI
Fare rete secondo le Università Popolari e Circoli culturali in Veneto
Le università popolari ed i circoli culturali dell'EdA del Veneto, oltre agli incontri periodici di coordinamento, legano la propria attività a due date istituzionali: l'inaugurazione dell'anno accademico regionale che si caratterizza come evento importante, con la partecipazione di relatori di spicco e con una numerosa presenza (lo scorso anno ad Asolo si era in 350 persone); la conclusione che è invece una giornata di studio e programmazione destinata ad una cinquantina di soci, prevalentemente addetti ai lavori impegnati a ragionare sul già fatto e soprattutto sul da farsi.
Il 23 maggio scorso a Colognola ai Colli (Verona) i responsabili della programmazione dell'EdA hanno dato vita a tre gruppi che avevano il compito di raccogliere progetti e proposte di particolare interesse, realizzati e da realizzare, destinati a costituire il Nuovo Quaderno delle Università popolari.
I precedenti Quaderni sono infatti la raccolta dei programmi di ciascuna università, raccolta che, sulle ali informatiche, andrà a collocarsi nel sito dell'Auser regionale e verrà arricchita dalle informazioni relative ai docenti, ai luoghi ed agli orari di tutte le conferenze.
Il Nuovo Quaderno invece vuole essere uno strumento diverso, di presentazione e di caratterizzazione. Il coordinamento che in Veneto si occupa dell'educazione degli adulti sottolinea in questo modo i suoi elementi distintivi: la capacità di proporre non solamente percorsi culturali interessanti, ma di sollecitare il protagonismo civico di chi è disposto a mettersi in gioco come parte di una società che tutti possiamo contribuire a plasmare, definire, modificare in meglio. L'età non è e non può essere, secondo noi, conditio sine qua non.
Le nostre università ed i nostri circoli culturali non offrono unicamente un pregevole susseguirsi di conferenze, danno infatti, ampio spazio a corsi all'interno dei quali si costituiscono veri gruppi di lavoro su tematiche specifiche, luoghi di dibattito, ma anche di produzione e realizzazione di veri e propri progetti. Si pensi al fiorire di gruppi teatrali Auser che, non solo hanno messo in piedi vere compagnie, ma le hanno rese itineranti, proponendosi all'esterno e più volte.
Si pensi al progetto Musica dal vivo che da più di 15 anni riesce ad offrire concerti di grande qualità ad un pubblico numeroso e ormai educato all'ascolto. Si vedano le più recenti esperienze attorno ai temi dell'immigrazione, esperienze che hanno fatto nascere forme di collaborazione allargate e consolidato rapporti con i numerosi cittadini immigrati presenti nei nostri territori. E ancora le risposte che si vanno organizzando per affrontare una formazione mirata e adeguata per coloro che si occupano di educazione degli adulti e che necessitano di supporti sempre più precisi e ricercati. Ci sono poi i numerosi gruppi che seguono, con modalità diverse, spesso con le scuole, i corsi di computer, oppure che organizzano incontri di lettura con le biblioteche comunali, oppure ancora che predispongono progetti con i Centri di Educazione Permanente, con il Sindacato CGIL e con lo SPI…C'è chi lavora, con competenza e cognizione, per un turismo che si allontani dall'immagine stereotipata di pullman di anziani vocianti e insipienti, per stabilire invece forme sociali e culturali di viaggio.
E' ben vero che tutte queste cose sono sostenute e volute dall'Auser, ma è altrettanto vero che non tutta l'Auser è così. Rendere l'Auser più vicina a come la vorremmo: questo è uno dei nostri obiettivi. Una delle frasi più ripetute nella recente Conferenza di organizzazione Auser a Chianciano è fare rete. Ebbene il fare rete per noi è un'esigenza che nasce da una consuetudine di anni di lavoro comune e dal bisogno di valorizzare non solamente il risultato del nostro impegno attraverso la conoscenza diffusa e la frequente condivisione dei programmi, ma anche di individuare proprio quegli aspetti che sfuggono, pur costituendo il vero sostegno di un meccanismo articolato e complesso come quello che abbiamo costruito.
di Mariantonietta Mariotti, Coordinamento EdA del Veneto
