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Forlì, una Città si racconta attraverso la sua Comunità
Il Comune di Forlì, in collaborazione con l’Auser, ha dato vita ad un serie di progetti e iniziative culturali con il duplice obiettivo di mantenere il ricordo delle tradizioni forlivesi tramandandone i racconti attraverso i loro stessi protagonisti e, al tempo stesso, facendo riflettere le generazioni più giovani sulla loro percezione di cosa vuol dire vivere la propria terra, attraversata da mutamenti sociali di cui sono testimoni e attori.
Sono molteplici gli aspetti di pregio delle diverse iniziative che si distinguono per vivacità culturale ma soprattutto per la capacità di coinvolgimento della propria Comunità.
Il progetto “Storia e Storie”, giunto ormai alla sua nona edizione, ha come filo conduttore l’apprendimento emozionale del mondo che ci circonda: “per un sapere critico ed una educazione come pratica di libertà in un ambiente dove usi, costumi, tradizioni e mutamento sociale sono intrecciate in varie epoche e culture” – si legge nella presentazione del progetto. “Il nostro stare nell’ambiente insieme agli altri – prosegue il manifesto dell’iniziativa - è guidato, stimolato, completato da saperi ‘mediati’ dai 5 sensi. Ci sono infatti odori, sapori, rumori, colori, immagini che costituiscono memorie chiave per l’apprendimento emozionale e per ogni storia”.
A riflettere e dialogare su questo tema, intimamente legato a quello del capitale sociale della comunità - e del titolo “Il Senso dei 5…sensi” - è chiamata la Comunità forlivese attraverso un concorso letterario che prevede tre differenti categorie riservate ai giovani delle scuole, adulti e migranti italiani che si è aperto a maggio per chiudersi alla fine dell’estate.
In questi stessi mesi sarà presentato anche il testo “Vestire le differenze. Radici e mutamento nel teatro animato della storia”, raccolta dei lavori dell’edizione 2006 del concorso letterario, allora incentrato sul mutamento sociale e intitolato per questo “Modi di moda”.
I due percorsi torneranno quindi ad intrecciarsi tra loro, con i territori e gli altri protagonisti grazie alle feste del Parco Incontro – in Via Ribolle - di Ca’ Ossi (FC). La prima sabato 26 maggio, nella mattinata, sarà la Festa “Voci di bambini al parco”, con la premiazione delle scuole, arricchita da proposte di animazioni varie. La seconda “Fantasie d’Autunno”, nel pomeriggio dell’ultima domenica di settembre, sarà anche la chiusura del programma annuale.
Per altro verso si distingue “Cultura Senza Frontiere”, il progetto nato anch’esso dalla stretta collaborazione fra Auser e Comune di Forlì.
Questa iniziativa, come racconta l’Assessore alla Cultura e Università G. Mazzocchi “ha per il Comune di Forlì un significato particolare. Il territorio forlivese è sempre stato, fin dall’epoca delle lotte tra Celti e Romani ed almeno fino al 1860, un territorio di frontiera anche e soprattutto in virtù della sua posizione strategica sulla rete viaria che dalla Pianura Padana introduceva all’Italia Centrale. […]
Ricca, ricchissima quindi come terra, può vantare tradizioni che possono essere analizzate filologicamente solo con grande difficoltà, in quanto appunto derivanti dalla fertile commistione di più ceppi. Fino a pochi decenni fa il complesso delle tradizioni del forlivese aveva ancora una sua individualità marcata, destinata tuttavia, oggi, a diluirsi; questo lavoro, con un’attenzione sapientemente divisa tra scientificità e leggibilità,assolve alla più urgetnte necessità, che è quella di preservarne e tramandarne la dimensione. Lo fa senza intaccarne i linguaggi, primi fra tutti quello parlato e quello musicale, ma adottando come strumento la tecnica dei nuovi supporti”.
Il riferimento finale è alla scelta di un elegante cd, prodotto nell’ambito del progetto, nel quale sono stati raccolti due audio-libri contenenti più di 20 racconti che rievocano la Forlì del secolo scorso e quella ancora più remota dei secoli addietro.
In questo modo, parlando di vicende (casa Malmesi), personaggi caratteristici (Bottoncini, il primo giornalaio ambulante; la Patrina, con la sua bancarella di dolci; Melozzo da Forlì, il noto pittore rinascimentale; la Mira e il suo negozio), luoghi significativi (Porta Schiavonia, la Rocca di Ravaldino, il Palazzo del Monte di Pietà, la Filanda Maiani), ci si accorge che questo documento, prima ancora che di Storia, parla di persone; e, aggiungeremmo noi, parla alle persone.
Le musiche originali che accompagnano alcune narrazioni sono del gruppo forlivese di musica popolare
Fòla Fulanta, che nella tradizione orale Romagnola vuol dire favola-filastrocca.
Inoltre protagonisti e autori di molti racconti sono sia “forlivesi d’adozione” che, al contrario forlivesi emigrati in paesi a volte molto lontani.
Ognuno di loro porta con sé il ricordo di un calore lontano, di una casa lasciata, e l’avventura di una nuova vita.
Per maggiori informazioni su queste iniziative si può inviare una mail a contatto@comuneforli.it.
