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home | arretrati | aprile - maggio 2007 - anno IV

ARTICOLI

Il piacere di fare e di imparare: esperienze Auser dal Piemonte

 

Ciò che contraddistingue Auser da altre associazioni è lo sguardo a tutto tondo che essa pone per e sull’anziano. L’anziano a cui Auser si rivolge è sì colui che ha bisogno di aiuto, ma è anche e soprattutto colui che ha voglia di vivere, di divertirsi e di sentirsi utile. Per questo motivo in molti centri Auser nascono iniziative volte a far sentire gli anziani protagonisti attivi delle propria comunità.
Nelle precedenti Newsletter l’accento era stato posto su alcune attività che miravano proprio alla capacità di far emergere lo spirito giocoso e artistico degli “studenti” delle Università Auser attraverso laboratori teatrali, come nel caso di Botticino, e laboratori di scrittura creativa come nel caso di Conegliano.
In questa newsletter si racconterà di altre esperienze, tra di loro differenti, ma pur sempre accomunate da quel filo guida che la carta valori Auser propone. Sostenere le persone, migliorarne la qualità della vita e delle relazioni, orientarle all’esercizio della solidarietà; difendere e sviluppare le capacità conoscitive e attive, anche residue, delle persone e promuovere la cittadinanza attiva favorendo la partecipazione responsabile delle persone alla vita e ai servizi della comunità locale, alla tutela, alla valorizzazione ed estensione dei beni comuni culturali e ambientali, alla difesa e sviluppo dei diritti di tutti sono solo alcuni dei punti che Auser si è posta come obiettivi da perseguire quotidianamente è proprio su queste basi  che l’attuale newsletter vuole raccontare di tre esperienze: Ivrea ,Val Pellice e Castelletto Ticino.

 

L’ESPERIENZA DEL CORO DI IVREA

Il canto è un dialogo tra le note e le sillabe,
che prende forma e che vi dice chi voi siete.
François Leveillèe

Quella che segue è la testimonianza di Giovanni Coppo, giovane pensionato, che verso la fine del 1993, venne contattato dallo Spi di Ivrea per fondare una associazione di volontariato laico. La missione era quella di cercare di migliorare un pochino la vita di qualche persona anziana.

 

“Insieme ad altre 2-3 persone abbiamo pensato alle case di riposo, dove l'abbandono il senso di impotenza e di solitudine attanagliano le persone ospitate.
Abbiamo frequentato dei corsi di "animazione" e poi sparsa la voce che avremmo formato un gruppo animativo canoro-musicale.
Con l'aiuto dello Spi si è trovato un maestro di musica e di canto e abbiamo messo in piedi un repertorio di canzoni "popolari" un giro d'Italia delle canzoni più famose: Vitti na crozza, Calabrisella, Funiculi',  Nannì, Romagna, Firenze sogna ecc..in seguito abbiamo aggiunto alcune canzoni famose dei festivals di Sanremo e alcune classiche di montagna. Su alcune canzoni abbiamo impiantato una scenetta o un balletto, poi col tempo e l’esperienza alcuni hanno imparato da solisti e con un computer portatile finiamo l'esibizione con il "Karaoke" coinvolgendo tutti.
Abbiamo cambiato 3 maestri di coro, oggi abbiamo un direttore "artistico" che ci insegna canzoni nuove a 4-6 voci”.

Il coro è composto da una trentina di pensionati in maggioranza donne che regolarmente si trova una volta a settimana per le prove.
Giovanni Coppo che lo coordina per gli aspetti organizzativi e tecnici (impianto voci ecc..) riceve gli inviti delle varie case di riposo e organizza le uscite 1 o 2 volte al mese, eccetto luglio ed agosto ( per una salutare pausa).

“Negli ultimi anni si è formato un altro gruppo canoro-animativo con 2 fisarmoniche e il sottoscritto con chitarra che insieme a 5-6 componenti del coro facciamo interventi più frequenti nelle case di riposo più piccole sempre del canavese. Essendo in pochi e con strumenti portatili entriamo nelle camere dei pazienti più invalidi e se lo accettano gli facciamo il concertino personalizzato nella stanza”.

 

 

VAL PELLICE: UN CORSO CHE RITRAE LA REALTA’ 

Disegnare è
 l'atto di aprirsi un passaggio
 attraverso un muro di ferro invisibile
 che sembra trovarsi tra ciò che si sente e ciò che si può.
Vincent van Gogh

Presso l’Auser di Val Pellice c’è chi, come la signora Wilma Roberto ha deciso di dedicarsi agli altri mettendo a disposizione il proprio tempo, la propria abilità e le proprie conoscenze. Da ben 8 anni la signora Wilma, si dedica all’insegnamento dell’acquerello ai non più giovanissimi studenti dell’università Auser di Val Pellice. Il successo che questo corso ottiene presso la valle piemontese è da ricercare nell’armonia di gruppo che si crea durante le lezioni.

 “Chi segue i miei corsi -spiega Wilma -lo fa non solo perché apprezza quello che io insegno, ma perché è un’opportunità per conoscere altre persone, fare amicizia ed imparare nuove cose.”

Gli allievi della signora Wilma sono circa 12 ogni anno e la loro età va dai 35 fino agli ottant’anni.

 “Uno degli aspetti più belli nel seguire le lezioni di acquerello - spiega l’insegnante - è che chi vieni qui ha l’opportunità di lasciarsi alle spalle, per qualche minuto, i problemi di sempre. Chi segue i corsi di disegno creativo è gente di varia età che in alcuni casi si trova a dover affrontare quotidianamente delle problematiche familiari di grande responsabilità, queste problematiche sembrano però svanire nel momento in cui il pennello si trova tra le mani dell’artista. Quasi  per magia, infatti, creatività, fantasie e voglia di evasione prendono  il posto di pensieri, ansie e preoccupazioni”.

Una volta ogni 15 giorni, gli studenti si incontrano presso i locali della biblioteca di Torre Pellice, rigorosamente di mattina, riuscendo ad usufruire della luce migliore, per dare inizio alla loro giornata dedicata all’arte.
La signora Wilma porta con sé soggetti di vario genere da riprodurre.
Il soggetto viene posto al centro della stanza, attorno ad esso si dispongono gli aspiranti pittori, scegliendo ognuno l’angolazione da cui riprodurlo. Gli “studenti”, sotto lo sguardo attento della loro insegnante che girando tra le sedie da loro consigli, iniziano a tracciare le prime linee sui fogli che da bianchi cominciano ad animarsi.
 In estate invece, il connubio pittura – natura non può essere trascurato, per questo motivo almeno una volta durante il ciclo delle lezioni, insegnante ed alunni si trasferiscono sotto il cielo aperto lasciandosi ispirare dall’ambiente circostante, gli studenti così, armati di tela e pennello scelgono di ritrarre il soggetto su cui lo sguardo ispirato si è posato.
L’esperienza della signora Roberto è stata messa a disposizione anche per gli ospiti delle case di riposo, con un gruppo di pittori, infatti, hanno dato vita ad un corso itinerante presso le case di riposo per portare più allegria  e svago anche tra le persone più sole e fragili.

“Uno degli insegnamenti più importanti che probabilmente un corso come quello di acquerello può rendere ai suoi allievi è la possibilità di aprire la mente al mondo cercando di guardare aldilà di ciò che è pura apparenza. Lo sguardo dell’artista è infatti uno sguardo che riesce a catturare e a capire cose che gli altri non vedono e non colgono.
 Le opere che vengono fuori da tanto impegno non hanno un prezzo, tanto è  il legame e la dedizione che gli studenti mettono nel crearle”.

 

CASTELLETTO TICINO: IMPARA L’ARTE E METTILA DA PARTE

 

Si usa uno specchio di vetro per guardare il viso
 e si usano le opere d'arte per guardare la propria anima.
George Bernard Shaw

Presso l’Auser di Castelletto Ticino non mancano corsi volti a far emergere lo spirito artistico dei suoi frequentanti. Intaglio su legno, pittura su stoffa, pittura su ceramica, modellazione dell’argilla, creazione di gioielli e creazione di lampade seguendo il metodo tiffany, ne sono alcuni esempi.
La signora Emilde e la signora Virginia, due delle tante frequentati Auser, sono esempi di un ritrovato interesse per la manualità creativa anche in tarda età. Ciò che spinge persone come Emilde e Virginia a prendere parte a questi corsi non è semplicemente il desiderio di imparare qualcosa di nuovo, ma è soprattutto la voglia di trascorrere del tempo insieme ad altre persone. Durante i corsi che Auser propone si crea un clima di aggregabilità, come specifica  la signora Emilde, non solo tra gli studenti ma anche con gli insegnanti.
L’apprendimento di un’arte non è fine a se stessa e soprattutto non è fine al momento dato, infatti frequentare i corsi di pittura, o di creazione in genere, da sì la possibilità  di poter spendere del tempo assieme ad altre persone, ma allo stesso tempo da anche la possibilità di impegnare attivamente quelle ore, che in alcuni casi, ritornati nelle propria case, risultano essere troppo lunghe e tediose.

Virginia:
“Ho conosciuto una persona che abita vicino casa mia e che frequentava i corsi dell’Università Auser. Io  prima non potevo frequentarli perché non avevo tempo libero a disposizione, ora invece ho deciso di dedicarmi all’arte del decoupage, in cui oltre ad imparare qualcosa ho anche la possibilità di stare in compagnia di altre persone, così una volta a settimana per due ore circa ho la possibilità di dilettarmi con questi nuovi strumenti”.

Emilde:
“Io invece seguo le lezioni che insegnano come utilizzare la tecnica del Tiffany, credo che sia un buon passatempo. Abbiamo seguito lezioni  che ci hanno permesso di imparare come tagliare il vetro e come assemblarlo. Spesso i pezzi di vetro del Tiffany sono molto piccoli quindi richiedono un’accorta molatura. Il lavoro deve essere molto preciso. L'assemblaggio invece si esegue puntando i pezzi direttamente sulla forma e saldandoli da entrambi i lati,  procedendo in questo modo, l’oggetto  pian piano si compone”.

 

di Angela Bianco – Auser Nazionale