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home | arretrati | aprile - maggio 2007 - anno IV

APPROFONDIMENTI

Un museo per valorizzare un passato da non dimenticare

La Resistenza in Carnia e nel Friuli di Sotto - L'impegno dell'Auser

“L’Auser del Friuli Venezia Giulia ha realizzato, con l’appoggio finanziario della Regione, un lavoro di ricerca sulla lotta di liberazione della Carnia e nel Friuli di Sotto, con l’intento di diffondere i risultati conseguiti, in modo da mantenere viva la memoria di avvenimenti che sono fondanti della nostra Repubblica.
L’Auser, associazione che promuove e organizza il volontariato, ha sempre voluto esplicitamente inserire la propria azione entro la cornice di una affermazione limpida dei principi della carta costituzionale, impegnandosi a difendere la Costituzione dagli attacchi delle forze che desiderano svuotare i più forti contenuti di giustizia, di partecipazione democratica, di libertà, sostanziale e non puramente  formale.
Ma la bussola che deve guidare ogni lettore di quegli avvenimenti, in cui si confrontavano non le parole ma le armi, deve sempre guardare agli obiettivi verso cui le parti cercavano di agire: gli uni per raggiungere la libertà, la giustizia e la democrazia; gli altri per mantenere l’occupazione di un paese straniero e far sopravvivere, sotto mentite spoglie, una dittatura.
Non sappiamo cosa ci porterà il futuro.
Ma dobbiamo sapere che cade sulle spalle di ognuno di noi la responsabilità di un impegno verso il bene comune, ed è fondamentale per fare questo, acquisire la consapevolezza sia delle vicende storiche sia delle ragioni individuali di coloro che hanno perduto la vita, o hanno solo sofferto, per l’affermazione dei diritti ineludibili delle persone. I nostri diritti.
Emblematicamente, i giorni della distruzione di Forni di Sotto, il dolore non misurabile di quella popolazione, le sofferenze e il sacrificio degli uomini sui monti della Carnia sono le radici su cui è nata la democrazia e la pace nel nostro Paese; un lungo tempo di pace, democrazia e benessere per l’intera Europa.
Per quanto si possa con tante ragioni, criticare i limiti del tempo presente, non è possibile alcun paragone con quelle origini, ed è bene ogni tanto, e forse spesso, ricordarlo, anche grazie a documenti che sappiano, come sa fare questo, riportare con crudezza i fatti e le testimonianze delle dittature, delle guerre, delle violenze e degli  eroismi del Novecento.”

Elios Vertovese, Vice Presidente Auser Friuli Venezia Giulia
tratto da: Quei giorni di lotta per la pace e la libertà, di Erminio Poli.

 

aIn questo quadro di recupero della memoria si inserisce il lavoro che  il museo di Ampezzo sta portando avanti.
Da poche settimane in occasione del 60° anniversario della “Repubblica Libera della Carnia” è uscito un libro curato da Brunello Alfarè: “Carnia Libera 1944”. Questo lavoro rappresenta la “guida” per il neonato “museo della resistenza” sorto ad Ampezzo, in una delle sale dello storico palazzo Unfer, già sede della Giunta della Zona Libera della Carnia nel 1944, ed attualmente anche sede del Museo Geologico. Un museo ancora in nuce, raccolto in una sala, che presenta per ora solo un interessante materiale iconografico, ma che col tempo potrebbe diventare un punto di riferimento.

Ampezzo: sessant’anni dopo la nascita e la morte della Repubblica libera della Carnia: un museo. Già da tempo (precisamente dal 1944) sotto la tabella ufficiale con il nome del paese, ai due ingressi principali sulla statale, che lo attraversa, è stata posta una seconda tabella, molto più informativa: “Comunità montana della Carnia/Repubblica libera della Carnia/Ampezzo capitael/1944”. Tra le due, le quattro tabelle e il paese: case, stalle. alberghi, officine, negozi, osterie. Ma anche conflitti, baruffe, memoria condivisa e non. Storie dimenticate o rimosse. Ma certamente anche tanta voglia di non perdere il senso della storia, di  quei sacrifici, di quelle scelte forse sulle tabelle del 1944 e sugli avvenimenti di sessant’anni fa, e ne parla ancora, nelle osterie e nelle famiglie, nelle feste e nei funerali. Tra chi c’era, tra chi li ha vissuti con sacrificio ed orgoglio, magari con chi li ha osteggiati, allora, dileggiati oggi, tra chi c’era  e chi è entrato nella vita dopo a da poco. Se ne parla, anche, forse, in osterie  lontane dove tanta memoria partigiana è emigrata. A lungo increduli, delusi, che quella di dover di nuovo emigrare fosse la “ricompensa “il benservito”. Poche lapidi danno vaghi, evasivi segni nei cimiteri. Ma cosa dicono quelle tabelle ai giovani: ai figli, ai nipoti dei partigiani? Bastavano? ma ora c’è questo piccolo museo che parla e racconta: condensato di memoria scritta, visiva, materiale, che può, certamente in modo sobrio e incisivo, rendere possibile un incontro tra giovani vite senza ancora memoria e quella fase tremenda e gloriosa della storia dei carnici e della resistenza italiana ed europea al nazi-fascismo.
Questa iniziativa museale, volta alla conservazione della memoria, si articola in tre momenti integrantisi:

1.      L’ESPOSIZIONE costituita da materiale iconografico (fotografie, opere d’arte ed elementi simbolici).
2.      UN LIBRO GUIDA al museo, ove viene contestualizzato i materiale esposto con i relativi approfondimenti storico-culturali.
3.      UN SITO INTERNET http://www.carnialibera1944.it/

In tutto ciò si condensa una delle attività che Auser porta avanti come "attività socialmente utili" suddivise per campi di intervento. I volontari, infatti, oltre alla cura ed alla vigilanza delle aree verdi, alla vigilanza vicino le scuole e sugli scuolabus partecipano anche alla gestione dei musei,  biblioteche, mostre ecc. Qui i volontari diventano parte integrante di queste attività che vanno dal recupero della memoria passata alla salvaguardia del presente.