APPROFONDIMENTI
LE BIBLIOTECHE RISORSA PREZIOSA PER L'EDA
Gli associati Auser hanno a che fare per molti versi con le biblioteche, come utenti e, in più casi, come volontari che garantiscono un migliore svolgimento dei servizi. E’ importante essere sempre più consapevoli delle rivoluzioni che stanno investendo queste istituzioni culturali e come esse possano essere una risorsa decisiva per i processi di apprendimento.
Uno studioso importante del settore, Giovanni Solimine (La biblioteca. Scenari, culture, pratiche di servizio, Laterza, Bari, 2004) ci ricorda come oggi milioni di persone hanno bisogno di accedere quotidianamente alla enorme quantità di documentazione che viene prodotta ogni giorno, per potere esercitare i propri diritti di cittadinanza, per poter partecipare alla vita collettiva, per poter utilizzare in modo intelligente il proprio tempo libero. Per indicare questa necessità di aggiornare costantemente il nostro bagaglio di conoscenze e di competenze, è stata coniata l’espressione società dell’apprendimento:
"l'attività di studio, infatti non si esaurisce con la fase iniziale della vita. Anche se in misura diversa e con caratteristiche differenti il problema si pone per tutti, poiché se si è tagliati fuori dai flussi informativi risulta depotenziata anche la capacità di partecipare alla vita associata."La biblioteca è al centro di ampi processi di comunicazione, resi possibili dalle ultime tecnologie: ogni biblioteca, se collegata – come di solito accade – a sistemi bibliotecari più ampi, è il luogo per conoscere quali libri si riferiscono agli argomenti che interessano, in quale altra biblioteca del mondo sono conservati altri libri per noi importanti, per poterli avere in prestito, è il luogo per essere orientati ed assistiti dai bibliotecari nelle nostre scelte. S’inserisce, riguardo alla possibilità di potersi muovere in maniera autonoma fra le informazioni, la questione di sapere utilizzare, anche in maniera elementare, il computer.
"La disponibilità delle tecnologie e la capacità di usarle diviene l'elemento fondante dei nuovi diritti di cittadinanza nella società globale dell'informazione, e attraverso la rete passa la linea di demarcazione dello sviluppo, la cosiddetta digital divide, o frattura digitale".Molti bibliotecari fanno a questo riguardo un lavoro prezioso, quello di introdurre l’utente alla “magia” del computer.
Al centro della nostra visione della biblioteca, non vi è dunque l’immagine polverosa, di una volta, di conservazione di montagne di libri, ma quella di un luogo di servizi per il cittadino.
Un’autorità internazionale del settore, l’IFLA, afferma (documento del 2002):
" Le biblioteche hanno il compito di facilitare e promuovere l'accesso pubblico a un'informazione e a una comunicazione di qualità. Bisogna aiutare gli utenti mettendo a loro disposizione le competenze necessaire. I bibliotecari dovrebbero fornire informazioni e risorse che aiutino gli utenti a imparare a utilizzare Internet e l'informazione elettronica in modo efficace."Una serie di pubblicazioni ci sostiene nell’affermare questa visione nuova della biblioteca come alleata, in definitiva, del sistema di educazione degli adulti. Ricordiamo la ricerca dell’Isfol (2003) sul sistema italiano di educazione permanente: nell’ambito della ricerca ci si sofferma sul ruolo che svolgono (e ancora possono svolgere) le numerose biblioteche presenti in tutto il territorio italiano (circa 15 mila, quasi una per ogni campanile …); ed ancora il contributo di M. Brunelli (Università di Macerata) che in occasione del convegno di Roma “Se non sai non sei” (19 maggio 2006) ha illustrato “buone pratiche” che pongono in risalto “il ruolo delle biblioteche nella promozione di EDA” (vedi pp 44-48 degli Atti, ed. LiberEtà, Roma 2006). G. Solimine nell’opera sopra segnalata, sostiene con forza (pp. 34-35) che la biblioteca
"si configura come istituto dell'apprendimento e perciò assumono un rilievo sempre maggiore le attività di formazione degli utenti, che tendono a metterli in condizione di raggiungere autonome capacità di acquisizione e rielaborazione critica dei contenuti."Appare dunque sempre più importante che gli istituti e le associazioni, sociali e culturali – fra i quali Auser -lavorino in questa direzione per portare, anche da questo versante, un sostegno diffuso al decollo dell’Eda, sia nei percorsi di apprendimento formale che in quelli di apprendimento informale.
di R. Mosi
