nizia una nuova serie della Newsletter Eda dedicata ai temi che sono al centro del documento “Obiettivo: per una cultura diffusa”, approvato recentemente dal coordinamento nazionale Auser. Il punto centrale del nostro impegno riguarda l’affermazione del diritto al sapere che abbiamo visto, con piacere, rappresenta uno dei passaggi fondamentali del documento dei sindacati dei pensionati Cgil, Cisl e Uil “Una politica nazionale per la salute e il ben-essere delle anziane e degli anziani - annno 2007” (Roma, 15 dicembre 2006). Si afferma nel testo, ci sembra con accenti nuovi rispetto al passato, “il principale problema di un efficace sistema di educazione permanente degli adulti consisterà nella sua capacità di coinvolgere le persone con bassa scolarizzazione e bisognose di apprendere. Per realizzare questo obiettivo sarà importante integrare le politiche formative con le politiche per la salute e per l’integrazione sociale, con particolare riferimento alle aree rurali, adottando specifiche ed appropriate metodologie didattiche”.
Nelle nostre azioni è costante la preoccupazione di coinvolgere quella che indichiamo come “la domanda debole” e di creare una rete fra tutte le esperienze che, il più delle volte in maniera efficace, s’impegnano su questo versante. Sono in programma nelle prossime settimane incontri interregionali di lavoro, dedicati ad approfondire il senso e la direzione del nostro impegno di volontari, con i rappresentanti delle università popolari e dei centri culturali Auser (Milano: 15 febbraio; Napoli: 22 febbraio; Firenze: 28 febbraio). Dobbiamo riprendere il filo del percorso che abbiamo compiuto a partire dalle manifestazioni nazionali – le Feste “La città che apprende” di Roma, Bologna e Napoli – e dalla Carta EDA sul diritto-dovere all’educazione permanente (Roma, Campidoglio, 24 aprile 2004) e discutere sulle prospettive politiche e sociali che si stanno aprendo in questo periodo.
Con la nuova serie della Newsletter Eda s’intendono fornire strumenti d’informazione e di dibattito, in particolare, per la costruzione di una società multiculturale, per la “scoperta” dei nuovi orizzonti aperti dalla “cittadinanza europea”, per l’affermazione delle diverse forme di espressione e di interesse, a partire dal “piacere dello scrivere”. Al centro del lavoro rimane sempre la nostra visione di persone curiose, partecipi, che attraversano i cosiddetti processi d’invecchiamento, in maniera attiva, cercando di coniugare sempre al meglio “il diritto al sapere” nell’intero arco della vita.
